Dati, Carlo Roberto · p. 6; 23-27
Imperciocchè era egli per le molte opere divenuto si ricco, e per gli applausi talmente superbo, VIII. che per far mostra di sue ricchezze in Olimpia, portava nel mantello a lettere d’oro intessuto il suo nome. Giuuse finalmente a tanta presunzione, IX. ch’egli cominciò a donare l’opere sue, dicendo, che non v’era prezzo che le pagasse, X. com’egli fece d’un’Almena al Comune di Gergento, e d’un Dio Pane al Rè Archelao, da cui fu condotto in Macedonia per gran somma a dipignere il palagio Reale Elian Var. St. 24. 17. suite: Zeuxis Hélène
Postille alla vita di Zeusi, p. 23-27 :
VIII. Che per far mostra di sue ricchezze in Olimpia portasse nel mantello a lettere d’oro intessuto il suo nome. Plin. l. 35 c. 9. Opes quoque tantas acquisivit, ut in ostentatione earum Olimpiae aureis litteris in palliorum tesseris intextum nomen suum ostentarit. Questo luogo è stimato difficilissimo, e quasi che disperato da Ottavio Ferrari chiarissimo lume del Liceo Padovano, e grandissimo illustrator di Plinio e della materia vestiariaNote de G. Pelli, éd. 1806 : V. quello abbia poi scritto negli Analetti di cose vestiarie al cap 13 c. 47.: ond’io sarò molto degno di scusa se non mi rincuoro di spiegarlo a bastanza. Il Dalecampio e il Pinciano trovano in alcuni MSS. Insertum nomen suum ostentaret. E così parimente è nel testo a penna della Vaticana. Onde potrebbe dubitarsi se fosse da tradursi tessuto, o posto, inseritoNote de G. Pelli, éd. 1806 : V. anche il Gronovio nelle note a Plin. l. 35 c. 19 a 73. etc. Ma la maggior difficoltà non è questa, quel che importa più per l’intelligenza di questo luogo è sapere che cosa fossero palliorum tesserae, nelle quali aveva Zeusi collocato il suo nome. Gio: Batt. Adriani nella lett. al Vasari voltò largo, e fuggì la difficultà traducendo. Per pompa a lettere d’oro nel mantello portava scritto il nome suo. Ermolaro Barbaro nel Glossario pliniano alla V. Clavatae vestes. Erant et tessellatae quaedam tunicae. E lo prova con questo luogo di Plinio senza più, che è appunto quanto il non dir cosa alcuna. Da principio dubitai che tesserae potessero essere gli spartimenti quadrati dell’opera tessuta, o ricamata d’oro. Mi passò anche per la mente che in vece di tesseris si dovesse leggere texturis. Ma ne nell’una voce, ne dell’altra in questo sentimento mi venne incontrato esemplo. E tanto più francamente rifiutai queste conghietture quando sentii che i medesimi pensieri erano venuti al Ferrari, ma non avevano ottenuta lungamente l’approvazione di quel purgatissimo ingegno; perchè essendo il pallio di lana bianca, che opera, o che tessera intessuta poteva in essa spiccare, che in un medesimo tempo mostrasse il nome di Zeusi, ed ostentasse ricchezza? In secondo luogo considerai se queste tesserae fossero quadretti d’oro sodo, che servissero anche di fibbie, nel qual caso tornerebbe meglio insertum. Ma il medesimo Ferrari, da me richiesto del suo parere, mi avverte in una sua cortesissima lettera d’aver fatto vedere nella dottissima opera sua, che nel pallio comune non erano fibbie, ne frange, ne lembi, ne veruno altro ornamento. Al che riverentemente replicherei, che ciò era verissimo del pallio comune; ma parlandosi d’un pittore capriccioso, può verisimilmente sospettarsi che per bizzarria uscisse dell’uso facendo pallii colorati, a opera ricca d’oro, come pure con fibbie e ornamenti straordinari; ma non però l’affermerei.
Valerio Chimentelli mio amico singolarissimo, e professore eruditissimo dell’eloquenza, e della politica nell’Accademia pisana, mi suggerì un luogo assai bello d’Apuleio l. 6. delle Metam. per prova, che nell’estremità delle vesti si scrivessero i nomi a lettere d’oro secondo l’occorrenze. Videt dona speciosa, et lacinias auro literatas, ramis arborum postibusque suffixas: quae cum gratia facti nomen Deae, cui fuerant dicata testabantur. E di più mi pose in considerazione, che essendo il pallio secondo alcuni veste quadrata, aveva forse Zeusi negli angoli di esso in alcuni spazii riquadrati, perciò da Plinio chiamati tesserae, a lettere d’oro scritto il suo nome. Ma essendo ciò fatto da lui per ostentazione di ricchezza torno a dubitare, se il nome di Zeusi si leggesse per tutto il pallio, o pure in qualche luogo conspicuo. Non voglio qui lasciare di far memoria di Castruccio, di cui disse il nostro Villani l. 10. c. 60. Essendo Castruccio in Roma col Bavero in tanta gloria e trionfo, come detto avemo d’esser fatto Cavaliere a tanto onore, e confermato Duca, e fatto Conte di Palazzo, e Senatore di Roma; e più che al tutto era Signore, e Maestro nella corte del detto Imperadore, e più era temuto e ubbidito che’l Bavero; per leggiadria e grandigia fece una roba di sciamito cremesì, e dinanzi al petto con lettere d’oro che diceano: EGLI È QUELLO, CHE DIO VUOLE, e ne nelle spalle di dietro simile: E’ SI SARA’ QUELLO, CHE DIO VORRA’. Il qual fatto fu notato da Monsignor della Casa nel Galateo per cosa di poco decoro in un principe con queste parole: Questa roba credo io, che tu stesso conosca, che si sarebbe più confatta al trombetto di Castruccio, ch’ella non si confece a lui.
Mentre appunto questa mia opera stà per entrare sotto il torcolo, Francesco Redi Gentiluomo aretino mio strettissimo amico, non meno per le sottili e curiose Osservazioni naturali, che per la elegante, e varia letteratura degno d’ammirazione, mi suggerisce un luogo di Ricordano Malespini da non passarsi senza qualche riflessione. E passavano (dice egli al cap. 161) la maggior parte d’una gonnella stretta, e di grosso iscarlattino di proino, e di camo, e cinte d’uno ischeggiale all’antica, e uno mantello foderato di vaio col tassello di sopra etc. Dove l’Accademia della Crusca. Tassello quel pezzo di panno attaccato di fuora sotto’l bavero del mantello, foggia rimasa oggi a’ contadini. Se Tassello derivi da tessella, o da taxillus, si vedrà nell’Origini della Lingua Toscana di già compilate in grandissimo numero per pubblicarsi da diversi accademici. In qualunque modo ciò sia tassello vale pezzo quadrato, o che tiri a detta figura di qualunque materia. E tale per avventura doveva essere il tassello, che ponevano i nostri vecchi sopra il mantello. Onde non sarebbe strano concetto il dubitare se il medesimo, o simile portassero gli antichi Greci nel pallio, e che in questi tasselli, o tessere portasse Zeusi tessuto, o ricamato il suo nome. E tutto ciò sia detto per giunta. E per tornare, come si dice, un passo a dietro; che il nome di Zeusi potesse esser tessuto, lo provano tre epigrammi d’Ausonio fatti per una illustre tessitrice e poetessa della Sabina, la quale tessendo scriveva i suoi versi.
De Sabina textrice, et carmina faciente.
Sive probas Tyrio textam sub tegmine vestem,
Seu placet inscripti commoditas tituli.
Ipsius hoc dominae concinnat utrumque venustas,
Has geminas artes una Sabina colit.
Versus in veste contexti de eadem Sabina.
Laudet Achemenias Orientis gloria telas,
Molle aurum palliis Graecia texe tuis.
Non minus Ausoniam celebret dum fama Sabinam
Parcentem magnis sumptibus arte parem.
De eadem Sabina.
Licia qui texunt, et carmina, carmina Musis,
Licia contribuunt, casta Minerva, tibi.
Ast ego rem sociam non dissociabo Sabina,
Versibus inscripsi, quae mea texta meis.
In questo proposito è anche da vedere quanto scrive Ermanno Ugone nel suo eruditissimo libretto De prima scribendi origine al cap. 12. fac. 105. De bysso (dic’egli) omnicolore, aliùsve generis licio, mentio est apud diversos. Martial l. 9. ep. 14.
Nomen Acidalia meruit quod arundine pingi,
Quod Cytherea sua scribere gaudet acu.
Auson. Epigr. 91.
Hermiones zonae textum ἐλεγεῖον erat
Qui legis hunc titulum, Paphie tibi mandat ames me,
Exemploque tuo neminem amare vetes.
Item epigr. 37. ad Sabinam.
Versibus inscripsi quae mea texta meis.
Boet. l. 1 d. Consol. Philosoph.
Harum vestium in extremo margine Π in supremo vero Θ, legebatur intextum. Ovid. l. 6 Metamorphos. de Philomela, quae Terei corruptoris sui nomen (cum ab eo lingua sibi esset exsecta) liciis intexuit, misitque ad Prognen Sororem. Plinius denique l. 13 c. 10 vers. ult. Nuper circa Babylonem in Euphrate nasci papyrum intellectum est, et eumdem usum habere chartae; et tamen adhuc malunt parthi vestibus literas intexere. Tanto Ermanno UgoneNote de G. Pelli, éd. 1806 : Osserva il luogo di Plinio, perché ancor io l’ho notato, e non intendo come s’attacchi il discorso del Papiro col costume de’parti d’intesser lettere nelle vesti dichiarato, credo ben che faccia assai a proposito per l'altro luogo di Plinio, che qui s’illustra e si pondera..
Per ultimo corollario a questa lunga postilla, l’ambizione di Zeusi mi fa sovvenire di Dello pittore fiorentino, il quale avendo acquistate grandissime facoltà al servizio del Re di Spagna, volle tornare a farne mostra alla patria, dove ricevuto, e trattato come Cavaliere (che tale era stato fatto dal suo Signore) vi entrò a cavallo con le bandiere, vestito tutto di brocato; onde dagli amici suoi che l’aveano conosciuto in bassa fortuna, ne fu in passando deriso, e proverbiato. Giorgio Vasari, Vite de’ pittori, part. 2. a 258.
IX. Cominciò a donare l’opere sue, dicendo, che non v’era prezzo, che le pagasse.
Plin. l. 35. 9. Postea donare opera sua instituit, quod ea nullo satis digno pretio permutari posse diceret. A questo arriva la superbia degli uomini. Pleraque hoc ipso possint videri vilia quod pretium habent. Quint. 12. 7. Il medesimo che Zeusi fece d’una sua tavola Nicia pittore Ateniese.
Plin. l. 35. c. 11. Hanc vendere noluit Attalo regi talentis LX. potiusque patriae suae donavit abundans opibus.
Ma di tali donativi fatti per ambizione tratterà ampiamente nella sua eruditissima opera de’Doni degli antichi Valerio Chimentelli poco fà mentovato. Anche Polignoto dipinse gratis nel Pecile d’Atene, come nella Vita di esso diffusamente.
X. Un Almena al Comune di Gergento. Plin. l. 35. c. 9. Sicuti Alcmenam Agrigentinis, Pana Archelao. L’Adriani scambiò, e pose in vece d’Almena Atalanta contro a tutti i MSS. e stampati. Qui non voglio così per passaggio lasciar di dire, che dove poco appresso si legge comunemente. Fecit, et Penelopem, in qua pinxisse mores videtur, et Athletam. Nel MS. Vatic. in cambio d’Athletam, si trova Atalantam. Della quale lezione si leggesse altrove, che Zeusi avesse dipinto Atalanta. Ma per un solo MS. non è da muovere cosa veruna.