Dati, Carlo Roberto · p. 40
XX. Aveva egli dipinto una vecchia. Festo Pompeo alla V. Pictor. Pictor Zeuxis dum ridet effusè pictam a se anum γραῦν. Cur hoc relatum sit a Verrio cum de significatu verborum scribere propositum habuerit, equidem non video, cum versiculos quoque addere… tulerit, et ineptos pati, sed nullius praetoris praetesto nomine, qui tamen sunt ii. Nam quid modi facturus risu denique ? Nisi pictor fieri vult, qui risu mortuus est. Sopra le quali parole molte sono le varie lezione de’MS. e particolarmente de’frammenti farnesiani, le quali veggansi nelle migliori edizioni da chi n’avesse vaghezza. Solamente osservo che lo Scalig. leva la voce anum come soverchia, e che forse fu posta per chiosa della voce greca γρανῦ che così andrebbe corretta. Leva in oltre la voce praetoris, la quale altri leggevano auctoris, o poetae, e legge. Sed nullius praetexto nomine. Trovasi questa voce in tutti gli stampati e MSS. e quel che importa negli stracci dell’antichissimo testo Farnese. Ond’io m’indurrei più tosto a correggere, che a cancellare, benchè io sia molto nemico dell’usanza moderna di emendare così arditamente per conghiettura; e direi. Nullius pictoris praetexto nomine. Perchè vero è che de’ due versi citati non si pone l’autore, ma egli è anche vero che in essi non si legge il nome del pittore che si morì per le risa. Ma lasciamo la critica, e torniamo alla storia.
Come d’altri ancora si legge essere adivenuto. Di Crisippo lo racconta Laerzio a 209. Di Filemone Val. Mass. L. 9. c. 12. Di P. Crasso Tertull. d. Anim. n. 52. Ved. M. Menag. nelle Dotiss. Osserv. a Laerz. a 200. Ant. Laurent. de Ris. l. 2. Elpid. Berrettar de Ris. c. 10.
La morte stravagante di questo artefice mi diede già occasione di comporre il presente sonetto.
Nacque piangendo, al fin ridendo muore
Chi dar vita a’ colori ebbe ardimento,
Dunque è grave cordoglio il nascimento,
E conforto la morte, e non dolore.
Ma se’l riso è mortale, e qual terrore
Porterà seco il pianto ? e qual contento,
Se gli arreca il gioir fiero tormento,
Potrà sperare in questa vita un core ?
Misero chiamerem dunque chi ride,
Fortunato chi gli occhi aperse al pianto,
Se da l’essere il pianto, e’l riso uccide.
Anzi folle direm chi si dà vanto
Di non pianger vivendo ore omicide,
Folle chi ride, ed ha la morte accanto.